- La rivalorizzazione della vallata da un punto di vista economico, ambientale, sociale e il miglioramento della sua immagine.
- La definizione di un metodo di lavoro condiviso per l’individuazione di un modello di intervento da replicare in altre aree del vicentino che presentano analoghe problematiche di sofferenza economica.

Le principali criticità della Valle
- La presenza e lo sviluppo della concia in modo significativo sulla struttura socio-economica della Valle, nonché sulla sua conformazione urbanistica. Le difficoltà, dunque, nel settore conciario tendono a scaricarsi con effetto amplificato sull’intero territorio.
- Come molte analisi condotte anche nel recente passato hanno dimostrato, la contrazione dell’attività conciaria è da ricondurre sia ad instabilità di tipo macroeconomico, sia a debolezze nel posizionamento competitivo internazionale (concorrenza di Cina e India), sia a cause tipicamente endogene (ad es. le vicissitudini giudiziarie).
- Rigidità nelle tecnologie e nella manodopera creano alte barriere all’uscita dalle attività conciarie.
- In senso più generale secondo molti interlocutori sentiti in queste ultime settimane la Valle incontra significative difficoltà nel proporre e realizzare visioni sistemiche di insieme. La spinta alla frammentazione è alta.
I punti di forza della Valle
- Cultura e conoscenze di tipo industriale, in ambiti come la chimica e la meccanica sufficientemente ad ampio spettro per potere favorire potenzialmente l’evoluzione verso nuove e diversificate iniziative imprenditoriali. In particolare, sono già state avviate iniziative significative nel campo della cosiddetta “Green economy”.
- Presenza di attività nel settore primario e terziario di tipo evoluto, indispensabili per lo sviluppo competitivo della vallata.
- Presenza di alcune realtà imprenditoriali che per storia e capacità di visione possono assumere un ruolo guida nello sviluppo della Valle, come peraltro è già accaduto in passato.
- Presenza di imprese conciarie che hanno dimostrato buone capacità innovative e reattive. Dunque non solo la “fuga dalla concia” è impossibile ma rappresenterebbe anche un errore: le imprese che hanno un progetto strategico credibile andrebbero supportate.
- Cultura artigiana, ricca di attivismo, e, soprattutto, flessibilità, capace di adattarsi e aggregarsi per intraprendere nuovi sentieri di sviluppo. La medesima attitudine caratterizza tutti i comparti (manifattura, servizi, agricoltura).
- Presenza in un più ampio sistema territoriale (Vicenza, Veneto, Nord Est) comunque vivace e particolarmente dinamico sul piano territoriale.
Visione competitiva
Per la complessità economico e sociale che affronta, il progetto definisce una vision condivisa ove si riconoscano i lavoratori, imprenditori e cittadini, la cui realizzazione risolva nel tempo le ferite al territorio e sviluppi un nuovo tessuto sociale attorno ad una nuova realtà demografica.
E’ necessaria una visione competitiva per evocare e formalizzare un punto di arrivo. Semplifica e rende più efficace il processo di condivisione.
La visione competitiva della Valle può essere riassunta così: “La Valle intende affermarsi entro il 2020 come uno dei territori più dinamici e innovativi, proiettato verso i mercati globali, ricco di competenze in settori tradizionali, nell’industria, nei servizi e nell’agricoltura, ma al contempo capace di dare vita a nuove modalità di generazione della ricchezza, ai confini della conoscenza. La Valle intende diventare nota per la sua trasformazione in “Green Valley”.